Bilancio. Il patto salva città è una cambiale fino al 2044. Ora basta sprechi: serve la stagione della razionalizzazione

Salerno non può continuare a vivere di propaganda mentre i cittadini pagano tasse sempre più alte per coprire un debito gigantesco”. È durissimo l’intervento della candidata sindaca di “Semplice Salerno” Elisabetta Barone sullo stato delle finanze comunali.

Nel 2022 il Comune di Salerno ha aderito al cosiddetto Patto Salva Città per tentare di ripianare un disavanzo da quasi 170 milioni di euro, precisamente 169.967.402 euro risultanti dal rendiconto 2021. Un accordo che impegna la città fino al 2044. Significa che per oltre vent’anni i salernitani continueranno a pagare il prezzo di scelte amministrative sbagliate”.

Barone punta il dito contro una gestione finanziaria che negli anni ha prodotto aumento della pressione fiscale, alienazione del patrimonio pubblico e crescita dei costi a carico delle famiglie. “Dal 2023 sono aumentate addizionale IRPEF, tariffe dei servizi e imposte locali. I cittadini stanno pagando di più per ricevere spesso meno servizi. E intanto il Comune continua a spendere cifre enormi per eventi, spettacoli e iniziative non essenziali. È una politica irresponsabile”.

La candidata di “Semplice Salerno” richiama anche i numeri del piano di riequilibrio: “Secondo il cronoprogramma approvato dal Comune, Salerno avrebbe dovuto recuperare circa 18,5 milioni già nel 2023. Ma i conti non sono tornati e si è registrato uno scostamento di oltre 8 milioni di euro rispetto agli obiettivi previsti. Questo dimostra che non basta aumentare le tasse: serve una revisione radicale della spesa”.

Per Barone la priorità deve diventare il risanamento serio del bilancio attraverso trasparenza e razionalizzazione. “Se non possiamo permetterci 100mila euro di fuochi d’artificio per San Matteo, non li facciamo. Se non possiamo sostenere concerti da centinaia di migliaia di euro, non li organizziamo. Prima vengono strade, manutenzione, scuole, verde pubblico, sicurezza urbana, servizi sociali e sostegno alle famiglie”.

La candidata propone inoltre una vera “operazione trasparenza” sui conti pubblici: presentazione annuale del bilancio ai cittadini, incontri pubblici nei quartieri, verifica delle spese delle partecipate, controllo sugli affidamenti e revisione complessiva di TARI, IRPEF, tassa di soggiorno e tariffe dei servizi a domanda individuale. “Una città indebitata non può continuare a vivere come se nulla fosse. La politica ha il dovere di dire la verità ai cittadini. Il tempo degli sprechi è finito. Bisogna scegliere tra ciò che è utile alla città e ciò che serve soltanto alla propaganda”.

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